S T U D I O A N G E L I

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Violenze Domestiche - Studio Angeli

Informazioni sul progetto

  • Progetto: Studio Angeli
  • Categoria : Diritto
  • Cliente : Demo
  • Data di completamento : 22 agosto 2022

Violenze Domestiche

Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l’aggressore e la vittima.
Le conseguenze della violenza domestica protratta nel tempo lasciano segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa, gli amici e le risorse economiche di sostentamento.
Il fenomeno della violenza domestica risulta essere diffuso in tutti i paesi e in tutte le fasce sociali; gli aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza, etnia.
Le vittime sono uomini, donne e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o vergogna.
E’ necessario prima di tutto imparare a riconoscere i comportamenti tipici dell’abusante.
Chi commette ripetutamente azioni violente fra le mura domestiche di solito ha un unico obiettivo: desidera porre la sua vittima in uno stato di “sudditanza” perché vuole sentirsi potente e perché esercitare azioni di comando e di controllo su un membro della famiglia lo fa sentire appagato e sicuro di sé.
Chi abusa:
– controlla i movimenti, i progetti e le attività della vittima generando isolamento sociale;
– spesso distrugge cose e oggetti ai quali la vittima tiene particolarmente;
– in situazioni sociali, come nei locali pubblici o in ambienti all’aperto frequentati da altre persone, cerca in tutti i modi di umiliare pubblicamente la vittima;
– spesso accompagna alle violenze fisiche minacce verbali, parole che hanno un forte senso dispregiativo finalizzate a far sentire la vittima “invisibile” e che portano a ridurre l’autostima. Frasi tipiche possono essere: “Sei una stupido/a”, oppure “Non capisci niente”, “Non sei intelligente” oppure “Non fai mai niente che possa andare bene!”;
– teme l’autonomia della vittima;
– rinforza nella vittima comportamenti servili ripetendole che lui/lei è la persona che comanda nel nucleo e che per questo deve essere sempre rispettato/a;
– usa i figli per raggiungere i suoi scopi minacciando di portarli via qualora la vittima manifestasse la volontà di lasciare la casa.
Nelle storie raccontate dalle vittime di violenza domestica, si apprende che la vittima nel tempo impara a “sopportare” eventi orribili, iniziando così a soffrire di problemi psichici che la spingono alla chiusura e ad una riduzione drastica della sua personale autostima ossia ad avere un atteggiamento eccessivamente critico verso se stessa e a sentirsi costantemente insoddisfatta delle proprie qualità.
Prima di tutto la vittima deve rendersi conto che quello che sta accadendo fra le mura domestiche è un reato.
In caso di violenza domestica è importante rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura domestiche.
E’ importante individuare testimoni, recarsi sempre in Ospedale per far refertare le lesioni subite e, ove possibile, documentare in altro modo, anche attraverso registrazioni, le aggressioni e le violenze sia fisiche che morali.